Le imprese autoriparative indipendenti si trovano a operare in una realtà sempre più complessa: basti pensare alla concorrenza da parte delle officine OE, alla riduzione del ciclo di vita delle vetture e alle accresciute richieste di servizio da parte del cliente.
Tutti questi
cambiamenti portano a riflettere su un aspetto determinante
per la professionalità e il successo di un'officina moderna: la
formazione tecnica.
Negli ultimi anni, la formazione ha vissuto
un’importante evoluzione che ne ha cambiato il ruolo. Essa non
è più soltanto destinata a valorizzare le risorse umane, ma svolge
un importante ruolo strategico di supporto allo sviluppo aziendale,
proprio come succede per le altre scelte di carattere finanziario,
organizzativo, tecnologico.
La formazione diventa un importante
strumento strategico sopratutto se orientato all’innovazione e
finalizzato a offrire un miglior servizio al cliente. Per intervenire sui
sistemi elettronici che governano le auto moderne, il punto di
partenza fondamentale è la conoscenza dei principi teorici di base.
Devono poi seguire una preparazione più approfondita, legata
agli strumenti quotidianamente usati in officina, e un
aggiornamento continuo, che permetta di conoscere le corrette
strategie riparative (per esempio, lo spegnimento delle spie di
servizio, gli autoapprendimenti degli attuatori o le configurazioni
centraline) che i costruttori impongono nel tentativo di limitare le
capacità riparative delle officine indipendenti.
L’obiettivo della competitività professionale, che è diventato il
nuovo terreno di sfida dell’autoriparatore indipendente, impone
di predisporre interventi formativi continui per il proprio personale;
è inutile attuare iniziative sporadiche, svolte senza una precisa
pianificazione e soltanto in presenza di risultati aziendali positivi.
In effetti, è proprio nei periodi di crisi che l’attività formativa
dovrebbe intensificarsi, allo scopo di ricreare le basi per
ripristinare l’equilibrio tecnico/commerciale del mercato.